Fu Maurice Emile Hermès, nel 1937, a creare il primo foulard nell’accezione in cui lo intendiamo oggi. Ispirato dai quadrati di seta raffiguranti scene di vita civile e militare, soprattutto imprese napoleoniche, diffusi sul finire del Settecento con il nome di “Ritratto tessuto” e dai fazzoletti da collo indossati dagli uomini nell’Ottocento, Hermès capì che il foulard sarebbe potuto essere un accessorio capace di trasmettere non solo bellezza ma storie e messaggi, quindi di comunicare qualcosa al di là della semplice estetica. Nacque così il famoso carré di seta pura 90x90 di Hermès, e per le signore dell’alta società parigina fu amore a prima vista: ora potevano sfoggiare un accessorio di moda che era anche un oggetto artistico, perfetto per attrarre l’attenzione degli uomini e delle altre donne. I primi temi dei carré di Hermès furono cavalli, imprese militari, tamburi, ma anche elementi di vita civile e della mondanità parigina. I foulard di seta iniziarono a diffondersi ovunque: alle donne piacevano anche per la loro estrema funzionalità: oltre ad essere un accessorio bello ed elegante, il foulard poteva essere impiegato per coprire una scollatura durante le funzioni religiose, o per proteggere viso e capelli dal vento e dal sole. In seguito, tutte le grandi case di moda, da Valentino a Luis Vuitton, Chanel, Gucci, Dior, Fendi e Ferragamo, hanno dato una propria interpretazione del foulard di seta, inventando nuove stampe e misure, ma anche nuovi modi di “vivere” il foulard. E’ il caso ad esempio dei foulard-scialle di Missoni, che danno agli abiti un’insolita e colorata asimmetricità e si portano sghembi per dar vita al gioco del vedo-non vedo, o degli agili foulard assemblati in stile gipsy di Dolce & Gabbana. Oggi il foulard di seta è diventato un oggetto cult, indossabile in mille modi diversi, con inserti in visone o applicazioni-gioiello, in tinta unita, optical o coloratissimo, ma sempre in grado di conferire alla mise femminile un tocco esclusivo di raffinatezza e originalità.